No Comments! Be The First!
Il Museo “A. Crespellani”
Posted By Elisa
ORARIO DI APERTURA DEL MUSEO
dal martedì al venerdì: dalle ore 15.00 alle ore 19.00
sabato: dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00
domenica: dalle ore 15.00 alle ore 19.00
chiuso il lunedì
sabato: dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00
domenica: dalle ore 15.00 alle ore 19.00
chiuso il lunedì
Ingresso € 2,00.
E’ disponibile anche un servizio di visite guidate alla Rocca bentivolesca e al Museo per gruppi di adulti, tutti i giorni della settimana, esclusivamente su prenotazione.
Il costo della visita, che dura circa 2 ore è di € 70,00.
Le prenotazioni si effettuano al numero 339.761.26.28 (risponde una delle guide).
Per Info: tel. 051.836.442
Il Museo, nato nel 1873, grazie alle attività della Società Archeologica bazzanese, ospita (I SALA) materiali del paleolitico al neolitico (poderi Bellaria e Motta) e della media età del bronzo (scavo Contu sulla collina della Rocca), a cui seguono reperti dell’età del Ferro che testimoniano la fase villanoviana ed etrusca (sepolcreto delle Fornaci Minelli).
Nella II SALA sono esposti i reperti provenienti dal Pozzo Sgolfo (Castello di Serravalle) insieme con materiali di epoca romana dal territorio. Nella III SALA si possono ammirare gli oggetti occultati in epoca tardoantica – come avvenne per lo Sgolfo – nel Pozzo Casini, probabilmente in occasione di incursioni di barbari nel territorio. Oltre ai vasi in ceramica e agli strumenti da lavoro, si segnalano in particolare due brocche in bronzo con manico finemente decorato, gli strumenti di misura lineare (regula in legno) e ponderale. Sono esposti inoltre materiali da costruzione in laterizi di epoca romana ed una testa di divinità (Artemide o Afrodite) in marmo greco. Infine è possibile ammirare i reperti tardomedievali e rinascimentali provenienti dalla Rocca (ceramiche, metalli e vetri).
La Sala dei Ghepardi ospita la sezione risorgimentale e moderna, costituita da armi e divise ottocentesche e del Novecento.
Nella Sala delle Ghirlande è visibile la carta di distribuzione dei rinvenimenti dalla Valle del Reno. La documentazione archeologica relativa all’età del Ferro nella valle del Reno, è dovuta in gran parte a rinvenimenti ottocenteschi occasionali; costituiti da materiali di carattere prevalentemente funerario, riferibili a tombe isolate o piccoli sepolcreti, che sembrano individuare altrettanti insediamenti diffusi nella valle a partire dall’VIII secolo a.C.. I siti messi in luce rientrano nell’orizzonte culturale del villanoviano bolognese. .
Da questo punto è possibile osservare i materiali dalla necropoli di Casalecchio di Reno, via Isonzo, iniziando il percorso dalla visione della
ricostruzione della tomba, della stele protofesinea e delle vetrine.
Gli eccezionali materiali della tomba qui ricostruita integralmente, provengono da una sepoltura della piccola necropoli di Casalecchio, di Via Isonzo, indagata tra il 1974 e il 1975. La necropoli si presenta come un insieme, quasi certamente famigliare, di tombe di aristocratici caratterizzate da corredi di grande ricchezza e dalla loro monumentalizzazione mediante la costruzione del tumulo sormontato dalla stele in arenaria o da un segnacolo privo di raffigurazioni. Questa è stata identificata come la tomba del pater familias - il capofamiglia - ed è probabilmente all’origine della monumentalizzazione della necropoli. Essa era segnalata fuori terra da una stele in arenaria. La stele di Casalecchio – della quale si conserva solo il corpo trapezoidale - è un reperto eccezionale sia per il suo ritrovamento in situ, associata a un corredo ben databile, sia per il valore simbolico della sua decorazione, posta nella fascia superiore. Essa è incentrata sull’“albero della vita” – di origine orientale - rappresentato in modo stilizzato al centro della stele, e affiancato ai lati da due cervi che pascono le sue fronde e da altrettanti acrobati nella posizione a ponte. Tra i materiali di corredo sono stati rinvenuti alcuni resti - selezionati all’atto della deposizione – di finimenti equini: una falera di ferro, rivestimenti in lamina delle briglie, un anello passa cinghia, insieme a un ricchissimo corredo che comprende un cospicuo servizio da banchetto. Tra il vasellame si possono osservare, numerosi piatti a basso ed alto piede – uno dei quali ancora contenente gusci d’uovo - coppe, un’olla cordonata, un’ anforetta e un vaso a corpo troncoconico, numerosi attingitoi ed un catino che proviene dall’esterno del tumulo, che testimonia una pratica ripetuta di pranzi funebri e di offerte sacrificali all’esterno della tomba assieme ad altri resti di vasellame.
Nelle vetrine sono esposti i materiali provenienti dalle due tombe femminili ricche della necropoli di Casalecchio. Anch’esse, presentavano la medesima struttura a fossa rettangolare, coperta per lo meno da assito ligneo, vespaio in ciottoli e tumulo di terra e si distinguono per la straordinaria ricchezza dei corredi e la presenza di elementi distintivi del rango sociale elevato.
ricostruzione della tomba, della stele protofesinea e delle vetrine.
Gli eccezionali materiali della tomba qui ricostruita integralmente, provengono da una sepoltura della piccola necropoli di Casalecchio, di Via Isonzo, indagata tra il 1974 e il 1975. La necropoli si presenta come un insieme, quasi certamente famigliare, di tombe di aristocratici caratterizzate da corredi di grande ricchezza e dalla loro monumentalizzazione mediante la costruzione del tumulo sormontato dalla stele in arenaria o da un segnacolo privo di raffigurazioni. Questa è stata identificata come la tomba del pater familias - il capofamiglia - ed è probabilmente all’origine della monumentalizzazione della necropoli. Essa era segnalata fuori terra da una stele in arenaria. La stele di Casalecchio – della quale si conserva solo il corpo trapezoidale - è un reperto eccezionale sia per il suo ritrovamento in situ, associata a un corredo ben databile, sia per il valore simbolico della sua decorazione, posta nella fascia superiore. Essa è incentrata sull’“albero della vita” – di origine orientale - rappresentato in modo stilizzato al centro della stele, e affiancato ai lati da due cervi che pascono le sue fronde e da altrettanti acrobati nella posizione a ponte. Tra i materiali di corredo sono stati rinvenuti alcuni resti - selezionati all’atto della deposizione – di finimenti equini: una falera di ferro, rivestimenti in lamina delle briglie, un anello passa cinghia, insieme a un ricchissimo corredo che comprende un cospicuo servizio da banchetto. Tra il vasellame si possono osservare, numerosi piatti a basso ed alto piede – uno dei quali ancora contenente gusci d’uovo - coppe, un’olla cordonata, un’ anforetta e un vaso a corpo troncoconico, numerosi attingitoi ed un catino che proviene dall’esterno del tumulo, che testimonia una pratica ripetuta di pranzi funebri e di offerte sacrificali all’esterno della tomba assieme ad altri resti di vasellame.
Nelle vetrine sono esposti i materiali provenienti dalle due tombe femminili ricche della necropoli di Casalecchio. Anch’esse, presentavano la medesima struttura a fossa rettangolare, coperta per lo meno da assito ligneo, vespaio in ciottoli e tumulo di terra e si distinguono per la straordinaria ricchezza dei corredi e la presenza di elementi distintivi del rango sociale elevato.
Il Museo Crespellani svolge un’intensa attività didattica per le scuole.
Mag 24th, 2008





