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“sono un vagabondo e semino parole da un buco della tasca…”
Emanuel Carnevali (Firenze 1897 – Bologna 1942)
13 Settembre - 31 ottobre 2008
Rocca dei Bentivoglio
una mostra documentaria a cura di Aurelia Casagrande

giorni e orari di apertura:
dal MARTEDÌ al VENERDÌ dalle ore 15 alle ore 19
SABATO dalle ore 9 alle ore 12,30 e dalle ore 15 alle ore 19
DOMENICA dalle ore 15 alle ore 19
Il Comune di Bazzano e la Fondazione Rocca dei Bentivoglio hanno organizzato una mostra e una giornata di studi sul poeta e scrittore Emanuel Carnevali. Per l’occasione è stato pubblicato un numero monografico della rivista «Quaderni della Rocca» con contributi di Gian Mario Anselmi, Alberto Bertoni, Aurelia Casagrande, Stefano Colangelo, Francesca Congiu, Antonio Spadaro.
La mostra e la giornata di studi, curate da Aurelia Casagrande in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica per l’Emilia Romagna e col patrocinio del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna e con quello della Provincia di Bologna, si terranno nella Rocca dei Bentivoglio di Bazzano.
Gli eventi sono realizzati col contributo dello Studio Antonio Rinaldi, di Michele Murotti e della ditta Ilip di Bazzano.
Emanuel Carnevali (Firenze 1897 – Bologna 1942)
Carnevali emigrò negli Stati Uniti ad appena 16 anni e lì visse di espedienti e di lavori saltuari tra New York e Chicago. Costretto a fare ritorno in Italia, perché malato, trascorse circa vent’anni della sua esistenza a Bazzano, dove il padre era commissario prefettizio. Nonostante la sua vita precaria ed errante riuscì a divenire uno dei migliori poeti italo-americani in lingua inglese e a influenzare i circoli dell’avanguardia letteraria statunitense. Autore di numerosi racconti, saggi critici, poesie e recensioni apparsi su varie riviste straniere, non pubblicò mai un libro. Tutte le raccolte di scritti che portano il suo nome sono state edite a cura di altri. In Italia Carnevali cominciò a essere conosciuto al grande pubblico a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, quando la sorellastra Maria Pia diede alle stampe l’opera Il primo dio, pubblicata da Adelphi, comprendente l’autobiografia lasciata incompleta, nonché poesie, racconti e scritti critici del fratello da lei tradotti in italiano. A diffondere una conoscenza dell’opera di Carnevali ha contribuito il Comune di Bazzano che nel 1994 ha pubblicato due numeri dei «Quaderni della Rocca» a cura di Gabriel Cacho Millet, l’intellettuale a cui si deve la riscoperta di Carnevali in Italia, materiali che di recente sono stati pubblicati (insieme a molti inediti) da Fazi nell’importante volume Racconti di un uomo che ha fretta, sempre curato da Cacho Millet.
La Mostra
Sono esposti nella Rocca dei Bentivoglio documenti provenienti dal fondo “Maria Pia Carnevali” recentemente acquisito dal Comune di Bazzano e attualmente aggregato all’Archivio storico comunale. Il fondo non costituisce l’archivio personale dello scrittore, bensì una raccolta di scritti di e su Emanuel Carnevali realizzati dalla sorella Maria Pia, mettendo insieme materiali eterogenei di diversa provenienza: lettere del poeta al padre, alla matrigna e alla sorella, immagini dello scrittore e dei suoi familiari, componimenti e lettere di Carnevali a intellettuali italiani e americani, nonché corrispondenza che la stessa Maria Pia ha prodotto per seguire l’edizione degli scritti del fratello. La mostra delinea a grandi linee, con l’ausilio di pannelli didascalici, la vicenda esistenziale e il percorso letterario dello scrittore (prima sezione), nonché l’attività svolta dalla sorella per metterne insieme e tradurne gli scritti (seconda sezione).
Inoltre un percorso di testi di Carnevali e immagini d’epoca dei luoghi bazzanesi frequentati dal poeta, sarà allestito per l’occasione dell’iniziativa, a cura di Sonia Ferrari e Gabriele Giunchi, come ad esempio un ricordo dell’osteria del Cavalletto dove Carnevali soggiornò per lunghi anni:
«Felicità: guardo fuori dalla finestra e saluto un passante e so di essere felice. Scenderò dalla padrona di casa e le chiederò se anche lei è felice. “E’ felice, signora Corinna? Perché io, sa, sono felice”. Lei sorride e dice: “Sono contenta”. Non una felicità chiassosa e prorompente, come quella che spingeva il Carducci a scrivere il suo canto d’amore. No, in questa stanzetta una tale felicità sbatterebbe le ali contro le pareti, ma una felicità che si adatti a questa piccola stanza, una felicità che posso teneramente stringere fra le braccia e possedere tutta, indiscutibilmente. Una felicità beneducata. E’ dolce starsene a sonnecchiare un’oretta, è dolce aspettare che arrivi la primavera, la primavera che, ora, ha un sapore d’inverno sulla sua bocca meravigliosa.
Un’aria deliziosa entra dalla finestra e mi avvolge le gambe e la testa. Io sono disteso, passivo e quieto. Questa mia felicità è delicata come un fiore di campo. Presto si spezzerà e mi cadrà giù, come un indumento. I miei cari libri sono tutti attorno a me, ma io non li leggo, non voglio l’interferenza di alcuna letteratura. Li guardo e sono felice, felice solo che essi ci siano. Voglio toccare le cose con religione.
Vorrei uscire a fare una lunga passeggiata, una lunghissima passeggiata; ma so che mi stancherei e questo distruggerebbe la mia felicità… Meglio stare qui e sorseggiare questa felicità, berla a piccoli sorsi e con cautela.» [Diario bazzanese, 6 aprile 1928]
La Giornata di studi
Sabato 11 ottobre 2008 nella Rocca dei Bentivoglio dalle ore 9.30 alle ore 13 avrà luogo una giornata di studi finalizzata a valorizzare l’opera narrativa, critica e poetica di Emanuel Carnevali e ad approfondirne la conoscenza. Dopo il saluto del sindaco, Renato Baioni, si succederanno gli interventi del prof. Gian Mario Anselmi (Università degli studi di Bologna), del prof. Alberto Bertoni (Università degli studi di Bologna), della dott.ssa Francesca Congiu (Università degli Studi di Cagliari), del prof. Stefano Colangelo (Università degli studi di Bologna) e del prof. Antonio Spadaro (Pontificia Università Gregoriana).





